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I love Inter

I Campioni d'Italia del 1988/89

In questa pagina vogliamo inserire alcune immagini appartenenti alla storia della nostra amata INTER. Per questione di spazio ne abbiamo ridotto le dimensioni, ma speriamo siano lo stesso di vostro gradimento
I giovani di Bersellini Campioni d'Italia nel 1979/80

Cenni storici

L'Inter nasce il 9 Marzo del 1908, al ristorante l'Orologio di Milano, per iniziativa di un gruppo di "ribelli" del Milan. Dopo una cena, erano le 23,30, si scrive lo statuto della società, che viene chiamata Football Club Internazionale di Milano, "perchè nella squadra vi giuocavano persone di varia nazionalità".

Gli inizi sono duri, i soldi scarseggiano e chi vuol giocare deve comprarsi scarpe e magliette. Poco male, perchè già nel 1910 la neonata società nerazzurra è pronta alla sua prima vittoria. Nel campionato a otto squadre, rifila cinque gol al Milan e arriva in finale con la Pro Vercelli.

Quest'ultima, vero squadrone dell'epoca, per protestare contro la data scelta per la sfida manda in campo undici ragazzi e perde per 10 a 3

 

Per il secondo titolo bisogna aspettare dieci anni. Arriva nel campionato 1919-20 ed è un vero trionfo. A quel trofeo si erano iscritte ben 67 squadre divise in vari gironi. La finalissima, tra Inter e Livorno, finisce 3 a 2. Idolo dei tifosi è Cevenini III, il più dotato di tre fratelli.

Ancora un decennio e arriva il terzo titolo, nel 1929-30. Molta acqua è già passata sotto ai ponti. Il fascismo ha imposto il cambiamento del nome dell'Inter in Ambrosiana-Inter, denominazione che resterà fino al 1942.

Ma soprattutto è arrivato un ragazzino, allora 19enne, destinato alla storia del calcio italiano: Giuseppe Meazza. Piccolo di statura, con i capelli impomatati alla Rodolfo Valentino, fu l'idolo dell'Italia calcistica del Ventennio, trascinando la Nazionale alla doppietta mondiale del 1930 e del 1934. Il terzo scudetto arriva alla fine di un torneo a 18 squadre.

Il quarto titolo nerazzurro è del 1937-38. Oltre a Meazza il personaggio dell'epoca è Annibale Frossi, il cannoniere miope che gioca sempre con gli occhiali. Il campionato è combattuto e l'Ambrosiana lo fa suo dopo una lunga volata con la Juventus.

Nel 1938-39 arriva la prima Coppa Italia dei nerazzurri che nella finale di Roma superano il Novara per 2-1 con gol di Ferraris e Frossi

 

Il quinto e ultimo titolo prima della guerra arriva nel 1939-40. Infortunato Meazza, l'idolo è il capitano Demaria. Dopo un lungo duello con il Bologna la spuntano i nerazzurri. E' il 2 giugno 1940, otto giorni dopo Mussolini annuncia l'entrata in guerra dell'Italia

 

L'esaltante doppietta tricolore del 1952-53 e del 1953-54

E' la prima grande Inter del dopoguerra. La costruisce il presidente Carlo Masseroni attorno all'idolo del dopo-Meazza, Benito Lorenzi detto Veleno, e portando dall'estero tre fuoriclasse: Skoglund, Wilkes e Nyers. In porta c'è il grande Giorgio Ghezzi. Allenatore è Alfredo Foni, il primo mister a capire l'importanza della tattica difensivistica e inventore del "libero".

Il torneo finisce con l'Inter a 47 punti, con 19 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte, davanti alla Juventus con 45 punti a al Milan con 43. Un campionato a due fasi. Volata solitaria dell'Inter nel girone di andata, preoccupante crollo in quello di ritorno, con sei sconfitte, di cui tre nelle ultime tre giornate! Per fortuna il margine di vantaggio sulla Juve era sufficientemente alto...

 

Squadra che vince non si cambia, decidono Masseroni e Foni. Ed ecco quindi che l'Inter si aggiudica il suo secondo scudetto consecutivo, con la stessa formazione e lo stesso modulo prudente di gioco della stagione precedente.

Anche la rivale è la stessa, la Juventus, e il campionato si conclude con un solo punto di vantaggio: Inter 51, Juve 50. Ovvio che la partita più esaltante della stagione sia il derby d'Italia.

Nel girone di ritorno l'Inter prevale sulla Juventus addirittura per 6 a 0, con due gol di Skoglund, due di Brighenti II e uno di Armano e Nesti. Esaltante anche il derby di Milano, finito 3 a 0 per l'Inter con una tripletta di Nyers

 

Se l'Inter di questi due anni aveva infiammato gli animi nerazzurri, all'inizio degli anni 60 accadeva qualcosa che avrebbe, di lì a poco, portato la Beneamata a dominare nel mondo...

Nel 1955 Angelo Moratti, il papà di Massimo, succede a Masseroni e, dopo qualche anno di continui insuccessi, nel 1960 porta a Milano colui che passerà alla storia come il "mago": Helenio Herrera.

1962: Helenio Herrera è all'Inter da due anni, tutta Italia parla di lui, ma i successi tardano ad arrivare. E così, all'inizio della stagione 1962-63, avvengono i ritocchi che si riveleranno decisivi per l'inizio del ciclo d'oro. Per creare l'intelaiatura della Grande Inter viene chiamato, in qualità di direttore generale, Italo Allodi. Costui formerà con Moratti ed Herrera una triade che porterà l'Inter a vincere in Italia, in Europa e nel mondo. Il Mago pretende da Moratti la testa di Angelillo e l'acquisto di Suarez dal Barcellona, mette in disparte gli stranieri Maschio e Hitchens e lancia i giovanissimi Facchetti e Mazzola. Dopo due campionati che avevano visto i nerazzurri partire fortissimo e poi cedere nel finale, in questa stagione l'Inter fa della regolarità sul campo la sua arma migliore.

L'avversario di rango è il Bologna, che va in fuga dalla prima giornata, ma viene agganciata grazie ad una clamorosa vittoria esterna per 4-0. L'Inter è quindi campione d'inverno con un punto di vantaggio sulla Juventus. Cinque successi consecutivi fanno ingranare la marcia ai nerazzurri nel girone di ritorno. Il gol decisivo del campionato resta quello di Mazzola a Torino contro la Juve (0-1), che porta il vantaggio dell'Inter a sei punti a poche giornate dalla fine del torneo. L'Inter vince il suo ottavo scudetto con due giornate di anticipo, in una stagione segnata da pochi gol incassati (20) e 56 reti. Dieci gol a testa li mettono a segno Di Giacomo, Jair e Mazzola.

 

Nella stagione successiva, 1963-64, si registrano due eventi: l'amaro spareggio dell'Olimpico perso contro il Bologna e l'esaltante vittoria nella prima Coppa dei Campioni disputata dai nerazzurri. Non ci addentreremo nelle polemiche scaturite per un caso di antidoping che favorì in maniera decisiva i rossoblù durante il campionato. Quel che ci interessa più da vicino è sicuramente l'impresa dei ragazzi di Herrera nella massima competizione europea.

E' il primo trionfo internazionale dell'Inter e forse quello rimasto più impresso nella memoria dei tifosi. Come abbiamo visto, l'Inter aveva vinto lo scudetto 1962-63, il primo dell'era Moratti-Herrera, ma in quella stagione la Coppa dei Campioni era andata ai cugini del Milan.

Il percorso è travolgente. L'Inter elimina via via l'Everton, il Monaco, il Partizan e in semifinale i tedeschi del Borussia Dortmund.

Ma il capolavoro si avrà in finale, di fronte allo squadrone dell'epoca: il mitico Real Madrid. Si gioca al Prater di Vienna e, contrariamente ad ogni pronostico, l'Inter si impone per 3-1 con Mazzola autentico mattatore.

Vincendo la Coppa dei Campioni l'Inter acquista il diritto a partecipare alla Coppa Intercontinentale. E' il primo torneo mondiale dell'Inter. All'epoca era una disfida da leggenda, quella tra i campioni d'Europa e quelli del Sudamerica: due partite nelle rispettive città e la bella in campo neutro in caso di parità. All'Inter tocca l'Independiente, squadrone di Buenos Aires (Argentina) e la prima partita fuori casa. Finisce 1-0 per gli argentini, nonostante le barricate alzate da Herrera, e solo grazie ad un pallone fortunoso, una papera di Sarti in fase di rimessa, che forse non aveva nemmeno superato la linea di porta. Il ritorno a S.Siro finisce 2-0 con gol di Mazzola e Corso. Bella a madrid, al Santiago Bernabeu. Si va ai supplementari e l'1-0 arriva grazie ad un gol capolavoro di Corso.

 

L'Inter si presenta ai nastri di partenza dell'annata 1964-65 da grande favorita e con la sua prima Coppa dei Campioni in tasca. Con la testa rivolta agli impegni internazionali (tra i quali la Coppa Intercontinentale di cui sopra), i nerazzurri partono piano in campionato e, pur con una sola sconfitta in 17 partite, chiudono il girone di andata con uno svantaggio di ben cinque punti dalla capolista Milan. Punti che diventano addirittura sette dopo due settimane. Lo scudetto appare compromesso. Invece il nono tricolore arriva al termine della più spettacolare rincorsa della storia del calcio italiano. L'Inter comincia a vincere tutte le partite o quasi, fino al derby. Il Milan è ancora avanti di tre punti, poi arriva un 5-2 da incorniciare, con due gol di Mazzola e uno ciascuno di Jair, Domenghini e Corso. I rossoneri riescono a conservare un punto di vantaggio fino alla quart'ultima giornata, poi crollano, anche grazie al decisivo 2-0 dell'Inter a Torino sulla Juventus. Il finale è al cardiopalma, anche perchè l'Inter gioca quasi tutti i mercoledi in Coppa contro avversari terribili. Finisce a 54 punti, con il Milan a 51. Capocannoniere del campionato è Sandrino Mazzola, con 17 gol.

 

E' un'annata massacrante, ma l'Inter è già euromondiale e nessuno al mondo può contrastarla. In una sola stagione l'Inter rivince scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale con un organico che, all'epoca, non poteva certo contare sui numeri di adesso. Infatti giocano sempre gli stessi giocatori e i rincalzi entrano solo in caso di seri infortuni dei titolari.

L'Inter debutta in CdC con la Dinamo di Bucarest, vincendo a S.Siro per ben 6-0 con due gol di Jair e Mazzola e uno di Suarez e Milani e a Bucarest per 1-0 (Domenghini). Al secondo turno elimina i Rangers Glasgow (3-1 in casa e 0-1 in Scozia). Si torna in Gran Bretagna per le semifinali con il terribile Liverpool.

L'andata è una disfatta con gli inglesi vittoriosi per 3-1 (gol di Mazzola). A quell'epoca i gol in trasferta non valgono doppio e al ritorno, a S.Siro, ha luogo una delle partite più memorabili della storia dell'Inter. La squadra è un rullo compressore, concentratissima, e travolge gli inglesi per 3-0 con gol di Corso, Peirò e Facchetti.

In finale c'è il Benfica di Eusebio e l'Inter ha la fortuna di giocare in casa. E' una battaglia quella sera del 27 maggio 1965, con il campo ridotto ad un acquitrino dopo un nubifragio. L'Inter passa di misura con un gol di Jair, un tiro passato tra le gambe del portiere avversario, e può alzare al cielo la sua seconda Coppa dei Campioni.

Coppa Intercontinentale 1965: è ancora l'Independiente di Buenos Aires l'avversario da battere e l'Inter rivince la Coppa Intercontinentale, prima squadra europea a mettere a segno la doppietta. Stavolta non c'è bisogno della bella.

I nerazzurri passano trionfalmente per 3-0 a Milano con due gol di Mazzola e uno di Peirò e chiudono per 0-0 la trasferta argentina. Ma quest'ultima partita è un'accesa battaglia. Le condizioni in campo e sugli spalti avrebbero intimorito chiunque e Suarez viene colpito alla testa da un'arancia mentre sta battendo un corner. L'Inter si arrocca in difesa mentre i difensori argentini massacrano Jair e Mazzola con calci e pugni. Niccolò Carosio, indimenticato telecronista di quei tempi, la definisce "una delle più feroci battaglie che la storia del calcio ricordi".

L'Inter è un'armata invincibile anche nel campionato 1965-66: è la squadra più forte del mondo ed Helenio Herrera è per tutti il Mago. L'ossatura della squadra è sempre la stessa con Sarti tra i pali, Burgnich, Facchetti, Guarneri e Picchi a formare la difesa più invalicabile del pianeta, Suarez e Corso ad inventare gioco a centrocampo, Mazzola, Peirò e Jair di punta, senza dimenticare Domenghini. Ma è anche l'anno del lancio definitivo di Bedin, uno dei migliori mediani dell'epoca. Stavolta i nerazzurri non fanno soffrire i tifosi, vanno in testa all'inizio del campionato e ci restano fino al termine. Chiudono a 50 punti, con quattro di vantaggio sul Bologna. E' il decimo scudetto, che significa la stella cucita sulla maglia, seconda squadra italiana dopo la Juventus.

 

Dopo due anni, al termine della stagione 1967-68, anche a causa di alcune delusioni (finale di Coppa dei Campioni persa nel 67 contro il Celtic Glasgow a Lisbona, e lo scudetto perso all'ultima giornata nel 68), il grande Angelo Moratti lascia l'Inter e al suo posto arriva Ivanoe Fraizzoli. L'ossatura della squadra rimane in gran parte la stessa, con qualche variazione.

1970-71: come già avvenuto in occasione dello scudetto 1964-65, è un trionfo ai danni del Milan, al termine di un clamoroso inseguimento coronato dal sorpasso. L'Inter è allenata da Heriberto Herrera e conta tra le sue fila ancora molti campioni dell'era Moratti-Herrera come Burgnich, Facchetti, Bedin, Mazzola e Corso. Al posto di Suarez arriva Frustalupi mentre al centro dell'attacco c'è Roberto Boninsegna, gran protagonista dei mondiali del Messico (1970).

La stagione parte malissimo, con due sconfitte contro il Milan e il Caglieri di Gigi Riva. La società esonera Heriberto Herrera e chiama al suo posto Gianni Invernizzi, tecnico della Primavera. Parte la riscossa, l'Inter recupera sette punti al Napoli e sei al Milan e sorpassa i rossoneri a poche giornate dal termine. L'eroe dell'anno, insieme a Boninsegna, è Mariolino Corso.

 

Per vedere il dodicesimo scudetto bisogna aspettare nove anni, campionato 1979-80. Due anni prima (1978) era arrivata la Coppa Italia, vinta all'Olimpico (allora si giocava a partita unica) battendo il Napoli per 2-1 con gol di Altobelli e Bini

 

1979-80: è l'anno di Altobelli e Beccalossi, coppia di ferro acquistata dal Brescia, e di Eugenio Bersellini, l'antimago di Borgotaro come era stato soprannominato. Della vecchia guardia non è romasto più nessuno, e dopo due stagioni di preparazione (durante i quali arrivava la Coppa Italia su citata), il 12esimo scudetto arriva con pieno merito nella stagione segnata dal calcio-scommesse e dalla prima retrocessione del Milan in serie B.

L'Inter è campione d'inverno con due punti di vantaggio sui rossoneri e quattro sul Perugia e non perderà più la testa della classifica. Chiude a 41 punti, tre più della Juve, dopo aver conquistato la certezza matematica del titolo a tre giornate dalla fine. Da ricordare, in quella stagione, anche le prove eccellenti di Pasinato e Marini.

 

Gli anni ottanta, per i tifosi nerazzurri, saranno ricordati per la Coppa Italia vinta nel 1982 battendo in finale il Torino ma, soprattutto, per lo "scudetto dei record" del 1988-89.

Tre anni prima, nel 1986, era arrivato all'Inter Giovanni Trapattoni, che aveva vinto ben sei scudetti con la Juve. Visto che i risultati tardavano ad arrivare, nell'estate del 1988 il Presidente Ernesto Pellegrini, succeduto a Fraizzoli nel 1984, decide di cambiar volto alla squadra. Al tecnico Trapattoni si aggiungono Nicola Berti, Alessandro Bianchi, Aldo Serena, ma soprattutto Lothar Matthaus, Andy Brehme e Ramon Diaz. In quegli anni il Milan di Arrigo Sacchi dominava in Italia e in Europa, ma nella stagione 88-89 l'Inter realizza un miracolo irripetibile. Lo chiamano ancora lo scudetto dei record: 58 punti in 34 partite, con ben 26 vittorie (la vittoria valeva ancora due punti), 6 pareggi e 2 sconfitte. Alle spalle si piazzano il Napoli e il Milan, distanziati rispettivamente di ben 11 e 12 punti. Ai giocatori già elencati vanno aggiunti i già presenti Zenga, Bergomi, Ferri, Mandorlini, Baresi e Matteoli

 

Ecco le immagini di alcuni dei protagonisti di quel campionato fantastico e dei primi anni 90.
Walter Zenga
Il Capitano: Giuseppe Bergomi
Andreas Brehme
Lothar Matthaus

GLI ANNI '90

Gli anni '90 sono quelli che vedono l'Inter protagonista in Europa con tre successi in Coppa Uefa, rispettivamente nel 90/91, 93/94 e 97/98, più una finale persa ai rigori nel 96/97 contro i tedeschi dello Schalke 04.

La prima Coppa arriva al termine di una cavalcata eccezionale da parte dei ragazzi di Trapattoni. Il turno più emozionante è quello che ci vede davanti agli inglesi dell'Aston Villa: sconfitta in terra britannica per 2-0 e rimonta, in uno stadio Meazza gremitissimo, con un 3-0 che non lascia spazio a commenti.

La finale ci vede di fronte ai giallorossi della Roma, in un doppio confronto che ci vede vittoriosi all'andata per 2-0 e sconfitti al ritorno per 1-0

SI RINNOVA IL PALMARES!

Stagione 2004/05

Nell'estate 2004 arriva Roberto Mancini alla guida dell'Inter, che torna a vincere un trofeo dopo ben 7 anni (1998-Coppa Uefa) e lo fa trionfando in Coppa Italia, che non si aggiudicava dal lontano 1982 (contro il Torino). I nerazzurri sconfiggono in finale la Roma (2-0 all'Olimpico con doppietta di Adriano e 1-0 nel ritorno di S.Siro con gol di Mihajlovic.

Le due squadre si affrontano a viso aperto, ma sono i nerazzurri a fare la partita e ad avere le occasioni da gol migliori. Nella ripresa il copione non cambia, con i nerazzurri che cercano la rete che darebbe tranquillità. È una rete su punizione di Sinisa Mihajlovic (52') a rompere l'equilibrio della gara, da quel momento non c'è più partita e si attende solo il momento nel quale Ivan Ramiro Cordoba, oggi capitano, alza la Coppa Italia con il "Meazza" in tripudio.

ROMA-INTER 0-2

Doppietta di Adriano

il primo gol di Adriano

INTER-ROMA 1-0

Marcatori: 52' Mihajlovic

INTER: 1 Toldo, 2 Cordoba, 6 C.Zanetti, 9 Cruz, 11 Mihajlovic, 13 Zé Maria (87' 14 Veron), 16 Favalli (89' 24 Gamarra), 18 Kily González, 23 Materazzi, 25 Stankovic (93' 51 Biava), 30 Martins
All. Roberto Mancini

ROMA: 1 Curci, 2 Panucci, 4 De Rossi, 5 Mexes, 10 Totti, 13 Chivu (80' 8 Ferrari), 15 Dacourt (46' 9 Montella, 73' 11 Corvia), 18 Cassano, 20 Perrotta, 25 Cufre', 30 Mancini
All.
Bruno Conti
Arbitro: Matteo Trefoloni di Siena

Ammoniti: Panucci, Mihajlovic, Stankovic, Cassano, Cufrè, Perrotta, Cordoba

Espulso: Cufrè

il gol di Mihajlovic
Cordoba alza la Coppa

La stagione 2005/06 inizia con un nuovo trionfo dell'Inter. E' il 20 Agosto e al Delle Alpi di Torino si gioca la Supercoppa Italiana tra le vincitrici dello scudetto (Juventus) e della Coppa Italia (Inter). Se l'aggiudicano i ragazzi di Mancini con un gol di Juan Sebastian Veron nel primo tempo supplementare. E' una prova maiuscola dei ragazzi, che fa ben sperare per il futuro.

il gol decisivo di Veron
Javier Zanetti alza la Coppa

La stagione 2005/06 si conclude con un altro successo in Coppa Italia, sempre contro la Roma....e sempre contro al Roma ci sarà ancora una vittoria in Supercoppa, a bissare quello dell'anno precedente contro la Juve. Il successo in Supercoppa è particolare ed entusiasmante... Sotto di tre gol dopo circa mezzora del primo tempo, i ragazzi riescono ad accorciare con Vieirà prima dell'intervallo. Ed il bello arriva dopo...ad inizio ripresa Crespo segna il secondo gol, dopodichè arriva il pareggio. Nei tempi supplementari Figo inventa una punizione magistrale che manda in delirio S. Siro....4-3!

La stagione 2005/06 sarà ricordata come quella di calciopoli...o moggiopoli...per i fattacci ascrivibili al dirigente bianconero e ad altri suoi compari....

La Juve viene retrocessa in serie B... Milan, Fiorentina e Lazio restano in A ma penalizzate.

Lo scudetto 2005/06 viene quindi assegnato all'Inter, 14° della sua storia.

Come detto la stagione 2006/07 inizia con la seconda vittoria consecutiva in Supercoppa, ma è il campionato che ci riserva la gioia più grande! Una magnifica cavalcata a suon di record (fantastico quello delle 17 vittorie consecutive) porta i ragazzi alla conquista del 15° scudetto con 5 giornate d'anticipo! L'ufficialità avviene a Siena il 22 aprile, vincendo 2-1 contro i toscani con doppietta di Materazzi.

Piazza Duomo.....
.....in festa!
Massimo Moratti
Materazzi con Tronchetti Provera

VINCIAMO SENZA RUBARE!!!

Sono gli anni dell'Inter....e cosi anche la stagione 2007/2008 si concluderà con la vittoria in Campionato. E' il 16° SCUDETTO, vinto con un po' di sofferenza nel finale di stagione e solo all'ultima giornata in quel di Parma...sotto il diluvio e con una doppietta di Ibrahimovic. Uno dei protagonisti del successo finale è senz'altro Maicon.

La stagione 2008/2009 vede l'arrivo di JOSE' MOURINHO sulla panchina dell'Inter in sostituzione di ROBERTO MANCINI. Si inizia subito con la vittoria della Supercoppa Italiana, ancora una volta contro la Roma per 8-7 dopo i calci di rigore. Sarà un'altra galoppata praticamente senza rivali, con un gioco magari non sempre brillante ma con il carattere della squadra che sa quel che vuole...

Il 17esimo scudetto della storia, il quarto consecutivo, il primo di José Mourinho lo porta su un piatto da Udine la televisione (sabato 16 Maggio Udinese-Milan 3-1), ma l'Inter lo ha vinto con merito, passo dopo passo, attimo contro attimo ed è una felicità bellissima che il popolo nerazzurro potrà condividere con i suoi campioni la sera dopo, allo stadio "Meazza" in occasione della gara con il Siena.

Con quattro titoli consecutivi, l'Inter eguaglia il record del Grande Torino nella storia del calcio italiano. Con il primo scudetto al primo tentativo, José Mourinho stabilisce un record nella storia degli allenatori, nerazzurri e non solo. Alzate gli occhi, alzate le braccia, il cielo stanotte è bellissimo: ha i nostri colori, del nostro amore, della nostra fedeltà.

Il 17° scudetto passerà alla storia come il titolo nel giorno del compleanno di Massimo Moratti. Auguri presidente, auguri e grazie sempre da tutti gli interisti in festa.

Il secondo anno di Josè Mourinho all'Inter (2009-2010) coincide con quello che rimarrà nella storia come l'ANNO DEL TRIPLETE. Infatti arrivano i trionfi in Campionato (18° scudetto) Coppa Italia ( la sesta) e soprattutto, dopo 45 anni, la CHAMPIONS LEAGUE, vinta battendo il Bayern Monaco (2-0 con doppietta di MILITO) nella finale del Santiago Bernabeu a Madrid.

IL FANTASTICO 2010 NERAZZURRO IN ALCUNE FOTO

La stagione 2010-2011 vede Rafa Benitez in panchina al posto di Mourinho, che lascia l'Inter proprio al termine del successo di Madrid per trasferirsi al Real Madrid. E' una stagione di sofferenza, durante la quale Benitez verrà sostiuito a Dicembre da Leonardo. Arrivano comunque altri successi...la Supercoppa Italiana (sempre contro la Roma) il Mondiale per Club e la settima Coppa Italia, vinta battendo il Palermo 3-1 nella finale dell'Olimpico di Roma.

Qui di seguito le immagini della finale di Coppa Italia contro il Palermo:

FINALE TIM CUP 2010-2011

Domenica 29 Maggio 2011 - Stadio Olimpico di Roma

INTER-PALERMO 3-1

3 gol e la Coppa Italia è nerazzurra.

Con una doppietta di Eto'o e il gol di Milito l'Inter conquista la Tim Cup 2010-2011, la quarta in cinque anni superando in finale il Palermo allo stadio 'Olimpico' di Roma(3-1 il punteggio finale).
Nella sua prima finale nella carriera di allenatore, Leonardo conquista il suo primo titolo con l'Inter, che mette così in bacheca la sua settima Coppa Italia: salgono cosi' a 15 i trofei conquistati in 7 anni.

Altre immagini della Finale di Coppa Italia 2011 Inter-Palermo a cura del nostro amico BRUNO FRACASSA.

Il cammino dell'Inter nella Coppa Italia 2010/2011

Un grazie di cuore, per questa magnifica compilation di foto, al nostro amico BRUNO FRACASSA

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