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GIACINTO FACCHETTI

Giacinto Facchetti nasce a Treviglio il 18 luglio 1942. Figlio di un ferroviere vive la sua infanzia giocando a pallone nell'oratorio della città natale. Ragazzo di encomiabile bontà, incarna alla perfezione i valori di un'intera generazione (quella cresciuta all'indomani del secondo conflitto mondiale) che nell'umiltà e nei piccoli sacrifici della quotidianita trova la spinta per 'arrivare' (da "Storie di Calcio").

E' stato calciatore (terzino) e dirigente (sempre nelle fila dell'INTER), di cui è diventato la vera bandiera e a distanza di oltre 6 anni dalla sua morte (Milano, 4 settembre 2006) continua a vivere nel cuore di ogni INTERISTA.

Giocò nell'INTER, di cui fu capitano nella stagione 1977-78, e nella Nazionale, di cui fu capitano e nella quale vinse il titolo europeo nel 1968 e fu vice campione mondiale nel 1970.

Iniziò la carriera nella squadra del suo paese natale, la Trevigliese, come attaccante. Fu scoperto da HELENIO HERRERA, allora allenatore dell'INTER, che lo portò in nerazzurro nel finale di stagione 1960-61, trasformandolo in terzino "fliudificante" (primo nel suo genere insieme Vittorio Calvani). Proprio a quest'ultimo è legato il suo destino: il 14 Giugno 1961 l'INTER giocò un'amichevole contro il Fluminense e FACCHETTI, che ben impressionò, venne schierato proprio al posto di Calvani, alle prese con un fastidio al piede.

L'esordio in Serie A avvenne il 21 Maggio 1961 in un Roma-INTER che vide la vittoria dei nerazzurri per 2-0.

E' stato uno dei simboli della GRANDE INTER (allenata da HELENIO HERRERA e che aveva come Presidente ANGELO MORATTI, padre dell'attuale Presidente nerazzurro MASSIMO MORATTI) e ne è stato capitano nella stagione 1977-78, prima di ritirarsi. Con quell'INTER vinse 4 scudetti (1962-63, 1964-65, 1965-66 e 1970-71), 2 Coppe dei Campioni (1963-64 e 1964-65), 2 Coppe Intercontinetali (1964 e 1965) e 1 Coppa Italia (1978). Ha giocato con l'INTER 634 partite, realizzando 75 gol, nel 1965-66 fu il primo difensore a segnare 10 gol nel Campionato Italiano. Verso la fine della carriera venne schierato anche come libero. Come giocatore si rilvelò estremamente corretto in campo: venne espulso, per proteste, solo una volta nell'arco della sua carriera. Nel 1965 sfiorò il Pallone d'Oro finendo ad 8 punti dal vincitore, il grande Eusebio.

In Nazionale esordì il 27 Marzo 1963 contro la Turchia e disputò un totale di 94 partite, vincendo (come capitano) gli Europei del 1968 e arrivando secondo, dopo la storica vittoria per 4-3 sulla Germania in semifinale, ai Mondiali di Messico 1970.

Lo stesso anno in cui diede addio al calcio giocato ebbe l'opportunità di fare il capitano non giocatore dell'Italia durante il Mondiale del 1978 in Argentina.

Come dirigente, dopo esser stato Vice Presidente dell'Atalanta negli anni 80, tornò all'INTER sotto la Presidenza di MASSIMO MORATTI con il ruolo di Direttore Generale. Divenne Vice Presidente dopo la morte di GIUSEPPE PRISCO e, infine, Presidente il 19 Gennaio 2004, dopo le dimissioni di MASSIMO MORATTI. Come Presidente dell'INTER ha vinto 1 scudetto, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane.

Dopo alcuni mesi di malattia (tumore al pancreas) si spense a Milano il 4 Settembre 2006 e fu sepolto nel cimitero di Treviglio. I funerali, celebrati nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, videro la presenza di molte autorità sportive e di gente comune. In suo onore l'INTER decise di ritirare la maglia nunero 3 da lui indossata. L'ultimo riconoscimento sportivo tributatogli è stato il Golden Foot, assegnatogli pochi giorni prima della morte in qualità di uno dei più grandi calciatori si sempre asieme a Raymond Kopa, Alcides Ghiggia, Zico e Ferenc Puskas.

Nel Luglio 2011 avviene una cosa IGNOBILE ed INFAMANTE nei suoi confronti da parte del Procuratore Federale della FIGC Stefano Palazzi: in merito all'esposto della Juventus per ottenere la revoca dello scudetto 2005-06 assegnato all'INTER per lo scandalo CALCIOPOLI che vide coinvolta la stessa Juventus, il Procuratore ipotizza nei confronti di GIACINTO FACCHETTI, all'epoca dei fatti Presidente dell'INTER, la violazione degli articoli 1 (doveri ed obblighi generali) e 6 (illecito sportivo ed obbligo di denuncia) della giustizia sportiva. Contestualmente, lo stesso Palazzi segnala l'impossibilità per scadenza dei termini e quindi a verificare le accuse. INFAMANTE!!! VERGOGNOSO!!!

Alcune foto di GIACINTO FACCHETTI

 

Treviglio, 18 luglio 1942 – Milano, 4 settembre 2006

Rovistando tre le cose all'interno del nostro Club per dare una sistemata, come si fa nelle migliori famiglie, ho ritrovato una vecchia copia della rivista "inter football club" (che tutti ricorderanno, come dimenticarsene...ci faceva compagnia tutti mesi) del Settembre 2006, uscita con un ricordo del GRANDE GIACINTO appena scomparso. Voglio qui riportare l'immagine di copertina e la lettera a corredo del nostro Presidente MASSIMO MORATTI a ricordo del "Caro Cipe...". Una lettera davvero toccante che tutti gli INTERISTI meritano di poter leggere.

 

Caro Cipe,

non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile. Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me.

Per i tuoi occhi che sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all'ironia con cui cercavo di superare insieme a te i momenti difficili. Pochi giorni fa, pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l'espressione di chi ti vuole bene - dell'Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltre le nostre povere, ignoranti possibilità umane.

Qualche mese fa ti chiedevo, un po' scherzando e un po' sul serio, come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non ne eri capace. Fantastico. Non ne era capace la tua grande dignità, non ne era capace la tua grande onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti all'Inter, con Herrera che ti chiamò Cipelletti, sbagliandosi, e da allora tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare. Grazie ancora di aver onorato l'Inter, e con lei tutti noi.

Massimo Moratti

 

 

Spero di aver fatto una cosa grata a tutti gli INTERISTI nel dedicare una pagina del nostro sito all'indimenticabile GIACINTO, con l'intento che anche i più giovani possano sapere cosa è stato questo grande campione sia in campo che fuori, esempio assoluto di onestà e generosità. GRAZIE GIACINTO!

Antonio De Vincenzi

un video da non perdere - il capitano